Escursione al Tanzerloch, il buco delle danze, da Camporovere
Da Camporovere possiamo raggiungere con una facile escursione il Tanzerloch, una delle grotte più spettacolari dell’Altopiano. Ecco la sua leggenda!
Tanzerloch, Camporovere, Escursione, Escursioni, Roana, buco delle danze, buco delle streghe, leggende, Altopiano dei Sette Comuni, Altopiano di Asiago, passeggiata, grotta
1435
post-template-default,single,single-post,postid-1435,single-format-standard,bridge-core-2.4.3,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-22.8,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.3.0,vc_responsive,elementor-default,elementor-kit-9
tanzerloch

Escursione al Tanzerloch, il buco delle danze, da Camporovere

L’Altopiano dei Sette Comuni è un luogo magico, ricco di fascino e di mistero. Molte delle leggende che sono state tramandate fino ai nostri giorni, sono ambientate proprio nei suoi boschi. Da Camporovere possiamo raggiungere il Tanzerloch, una delle grotte più spettacolari dell’Altopiano, con una facile escursione. Anche detto buco delle danze o voragine dei danzatori, il Tanzerloch ha un diametro di circa 40 metri e 80 di profondità. Un tempo, prima che il fondo della Val d’Assa fosse ricoperto dagli alberi caduti dalla tempesta Vaia, il Tanzerloch si poteva raggiungere anche proseguendo lungo il sentiero dei graffiti, passando sotto il suggestivo ponte di Roana. Ad oggi il sentiero è impraticabile, per cui non ci rimane che andare a scoprire uno dei luoghi più misteriosi del comune di Roana direttamente da Camporovere!

Una facile escursione nel comune di Roana: come raggiungere il Tanzerloch

Da Camporovere arriviamo a Casa Tanzerloch, punto di partenza della nostra escursione. Da qui proseguiamo dritti in direzione dei campi. Dopo circa cinquanta metri, svoltiamo a sinistra e continuiamo a camminare in questa direzione, senza entrare nel bosco, finché non incontriamo un grande cartello bianco con la scritta “Tanzerloch” in legno. Il cartello ci indica di girare a destra dentro il bosco, da dove inizia il nostro sentiero. Il percorso continua a zig zag in discesa ed è delimitato in alcuni punti da staccionate in legno. Raggiungerete l’enorme voragine a cielo aperto dopo circa venti minuti di cammino (dal cartello).
Sarà per le leggende collegate a questo luogo, sarà perché ero l’unica persona nel bosco, ma al Tanzerloch si respira un’atmosfera surreale. Pensare che il fondo sia più ampio della parte soprastante (arriva ad una larghezza di 110 metri) è stato un po’ inquietante. Suggestionata dai racconti, in certi momenti avevo proprio la sensazione che il terreno sprofondasse sotto i miei piedi. Sapete perché? Vi porto a conoscere la leggenda del Tanzerloch.

La leggenda del Tanzerloch, la spaventosa voragine vicina a Camporovere

Il nome Tanzerloch, buco delle danze, fa risalire l’origine della grotta alla leggenda di due pastorelli, fratello e sorella. La mamma aveva raccomandato ai piccoli di non avventurarsi oltre un certo punto nel bosco, perché durante le notti di luna piena si sentivano degli strani rumori e dei suoni paurosi che ricordavano l’ululato dei lupi e i cigolii delle catene. Un giorno di primavera purtroppo la sorellina si inoltrò accidentalmente nel bosco misterioso e non ne fece più ritorno. Dopo averla cercata invano, tutti la diedero per morta. Il pastorello non si rassegnò e decise di lasciare il gregge sotto l’occhio vigile del suo cane per continuare a cercarla in lungo e in largo nel bosco. Arrivò sera e il ragazzo, esausto dalle ricerche, si addormentò ai piedi di un grande abete. Fu svegliato improvvisamente da un fracasso infernale: un gruppo di streghe danzava tutto intorno al corpo della sua sorellina, sovrastata da un demonio dalle corna e dagli zoccoli di caprone. Il pastorello coraggioso lanciò la croce di legno che aveva portato con sé verso le creature maligne invocando San Michele Arcangelo. Fu così che la terra si aprì e inghiotti tutto, dando origine ad un’immensa voragine, il Tanzerloch appunto. Il mattino seguente il ragazzo fu ritrovato, spaventato ma vivo. I suoi capelli biondi erano diventati bianchi come la neve.

Fotografie © Anna Roscini | Riproduzione vietata

Nessun commento

Lascia un commento