Piz Boè: escursione da Passo Pordoi - In viaggio per natura
Tutti i dettagli dell'escursione che da Passo Pordoi porta a raggiungere il Piz Boè, il Rifugio Capanna Piz Fassa e il Rifugio Boè.
Piz Boè, Rifugio Capanna Fassa, Rifugio Boè, Rifugio Forcella Pordoi, Sass Pordoi, Passo Pordoi, Escursioni
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Piz Boè: escursione da Passo Pordoi

I primi tremila non si scordano mai. Una delle mie escursioni preferite sulle Dolomiti è senz’altro quella che da Passo Pordoi porta a raggiungere la cima del Piz Boè, la vetta più alta del gruppo del Sella, al Rifugio Capanna Piz Fassa e al Rifugio Boè. Si tratta di un 3000 facile da conquistare, ma non bisogna dimenticare che ci troviamo comunque in ambiente montano, dove il meteo può cambiare in fretta, e su sentieri per escursionisti esperti.

3152 metri di felicità, un paesaggio lunare e un panorama senza uguali. Non so dirvi se è stata la vista a lasciarmi senza fiato o la camminata. Quel che so è che, se amate le Dolomiti e se siete abituati con i trekking di media difficoltà, dovreste prima o poi provare a fare questa bellissima escursione. Gambe in spalla: si comincia!

Come arrivare al Piz Boè da Passo Pordoi

Per raggiungere la cima del Piz Boè si parte da Passo Pordoi. Per salire sul Sass Pordoi, anche conosciuto come la terrazza delle Dolomiti, avete due modi:

  • prendere la funivia Sass Pordoi che vi porterà in soli quattro minuti a 2.950 m di quota al Rifugio Maria. Da qui scenderete a piedi lungo il sentiero CAI 267 fino a raggiungere, in quindici minuti, il Rifugio Forcella Pordoi;
  • salire a piedi lungo il sentiero CAI 267 che arriva fino al Rifugio Forcella Pordoi, a quota 2.848 m. Dopo i primi tornanti sui prati, la salita è piuttosto ripida sul ghiaione. Per arrivare in cima ci impiegherete circa un’ora e mezza e infinite gocce di sudore.

Se sceglierete di salire a piedi, dovrete affrontare un dislivello complessivo di 900 metri. Se invece salite con la funivia, il dislivello si riduce a 400 m. In un modo o nell’altro, giunti in alta quota vi sembrerà di camminare sulla luna!

Una volta raggiunta forcella Pordoi, prendete il sentiero CAI 638 che in poco più di un’ora vi porterà al Rifugio Capanna Piz Fassa. Il primo tratto non presenta notevoli difficoltà, ma fate attenzione: più avanti dovrete procedere con passo sicuro e avvalervi di brevi passaggi attrezzati per superare alcuni punti più impegnativi e ripidi.

Arrivati sulla vetta del Piz Boè, godetevi il panorama: dalla Marmolada alle Pale di San Martino, dal Sassolungo alle Tofane, dal Monte Antelao alla Marmolada, dal Pelmo al Sasso della Croce, senza dimenticare il Sassolungo, le Tofane, il Monte Civetta e il Catinaccio. Scontato dire che la vista ripaga di tutta la fatica. Ho invidiato molto i gracchi alpini che cercavano di rubarmi il panino, al pensiero che potessero godere di quello spettacolo ogni giorno.

È il momento di iniziare la nostra discesa per completare questa bellissima escursione ad anello.

Direzione Rifugio Boè, scendiamo dal versante opposto per il ripido ghiaione. Nel caso ci fosse ancora neve e ghiaccio (noi siamo stati a settembre), i ramponcini possono aiutarvi ad avere maggiore presa.

Funi e gradini vi aiuteranno in alcuni passaggi più scoscesi, con un po’ di attenzione arriverete al Rifugio Boè, a 2871 m, in una mezz’ora abbondante.

Per tornare al Rifugio Forcella Pordoi, prendete il sentiero CAI 627. Ci impiegherete circa 30 minuti.

Potete quindi scegliere di scendere con la funivia o a piedi lungo il ghiaione verso Passo Pordoi.

Ancora un po’ di sole ed è già tempo di tornare sulla terra, con passo deciso, ma cuore senz’altro più leggero. Andare per la prima volta sulla luna è stata storia, ma raggiungerla a piedi è tutta un’altra cosa. E voi che ne pensate di questa escursione?

Fotografie © Anna Roscini | Riproduzione vietata

6 Commenti
  • Giovanni Masso Peck
    Posted at 20:19h, 22 Febbraio Rispondi

    Ciao, penso che chi inizia a conoscere il Piz Boè, ogni volta che si trova sulle Dolomiti una puntatina deve farla, io ci son salito ben una decina di volte e per la maggior parte da sentieri diversi, facendo la Ferrata Piazzetta, dal Pordoi, dal Kostner, dalle Mesules, partendo Facendo la Ferrata Tridentina e arrivandoci per il pernotto. E’ un’ottima terrazza per i tramonti e per le Albe, ogni volta un’emozione diversa. Ottima anche l’escursione ad anello per il ritorno. Complimenti per la tua scelta. Giovanni

    • Anna Roscini
      Posted at 06:54h, 23 Febbraio Rispondi

      Wow Giovanni, che bello avere conquistato la cima da così tanti sentieri diversi! Ci credo che ogni volta sia stata un’emozione nuova. La montagna non smette mai di stupirci. Quando sono in alta quota, io mi sento rinascere.

  • Stefano
    Posted at 22:26h, 22 Febbraio Rispondi

    Piccola precisazione: i simpstici uccelli che definisci corvi, sono sicuramente gracchi alpini. Simili ai corvi, ma più piccoli e dal caratteristico becco giallo.

    • Anna Roscini
      Posted at 06:55h, 23 Febbraio Rispondi

      Ciao Stefano, hai proprio ragione ho riguardato le foto e quei furbastri non erano altro che simpatici gracchi alpini 🙂

  • Manuela Pedini
    Posted at 08:27h, 06 Marzo Rispondi

    Ciao, mi piacerebbe fare questa escursione conni miei bimbi abituati alla montagna da quando sono nati in quanto le vacanze estive le abbiamo sempre trascorse in val Badia ma non li ho mai portati a 3000… i tratti attrezzati e ripidi di cui parli sono fattibili anche con bambini oppure è meglio evitare?

    • Anna Roscini
      Posted at 12:12h, 06 Marzo Rispondi

      Ciao Manuela! Se vuoi ho delle foto dei tratti attrezzati così puoi darci un’occhiata e valutare tu stessa se i bimbi sono preparati! Posso mandartele via e-mail?

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