Escursione sul Monte Zebio da Asiago - In viaggio per natura
L'escursione sul Monte Zebio da Asiago parte da Val Giardini. Esistono tre diversi percorsi per raggiungere la cima. Ecco i tre itinerari!
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escursione sul monte zebio da asiago

Escursione sul Monte Zebio da Asiago

Chi frequenta l’Altopiano dei Sette Comuni lo sa, sono montagne tanto belle quanto intrise di storia. Cime che portano con sé la memoria dei tristi eventi della Prima guerra mondiale. Quando cammino su questi luoghi sacri penso spesso a come la natura sia stata coraggiosa a tornare a crescere forte e bellissima su queste vette.

Tra gli itinerari sui luoghi della Grande guerra, troviamo proprio l’escursione sul Monte Zebio da Asiago. Il Monte Zebio, grazie alla sua posizione centrale, rivestì un ruolo importante nella linea di resistenza austriaca. Delle tremende vicende della Prima guerra mondiale ad oggi rimangono, ancora in parte visibili, trincee, gallerie e camminamenti che sono stati ripristinati negli ultimi anni.

Pronti a salire in quota per visitare il museo all’aperto di Monte Zebio? Le vie per accedere a questa area sono diverse, oggi ve ne propongo ben tre!

Visitare il museo all’aperto del Monte Zebio: tre itinerari possibili

Il primo consiglio per affrontare l’escursione sul Monte Zebio da Asiago è quello di valutare bene le tempistiche. Seppur questa escursione non presenti particolari difficoltà dal punto di vista escursionistico (se non per il sentiero che passa per Puntara del Lom), è più lunga di quanto possa sembrare. Non bisogna quindi sottovalutare la lunghezza del percorso e il dislivello complessivo che richiedono comunque un buon allenamento. Se si vogliono vedere tutte le testimonianze storiche della Prima guerra mondiale occorre poi darsi il tempo necessario per visitarle in tranquillità. Esistono diversi percorsi per salire al Monte Zebio, i più veloci sono senz’altro quelli che partono da Val Giardini.

Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione, seguite le indicazioni per l’aeroporto di Asiago. Una volta arrivati in contrada Rigoni di sotto, potete imboccare Via Val Giardini e lasciare la vostra automobile a bordo strada (qui). Incamminatevi lungo questa strada che sale verso nord e che si inoltra nel bosco seguendo le indicazioni per il Monte Zebio. Lasciate Casa Sant’Antonio alla vostra sinistra e continuate a salire per la strada bianca. Dopo circa 2,5 km arriverete alla Croce di S. Antonio e a questo punto avete tre possibilità:

  • salire a sinistra, sempre lungo il sentiero CAI 832, in direzione della Mina di Scalambron che raggiungerete dopo circa un’ora e cinque minuti di camminata di salita in mezzo al bosco (la prima parte del bosco è stata abbattuta dalla tempesta Vaia). Con questo sentiero arriverete al Monte Zebio in un’ora e quindici minuti;
  • proseguire per circa cinquecento metri e scegliere di salire a sinistra per la Puntara del Lom e il Bivacco dell’angelo sempre lungo il sentiero CAI 832. Vi consiglierei questo sentiero per la discesa data la ripidità iniziale;
  • decidere se proseguire dritti per la larga strada bianca che vi porterà a Malga Zebio in un’ora e dieci minuti. Si tratta del percorso più comodo e più semplice.

Tutti gli itinerari possono essere usati per il ritorno. Dopo avere visitato il museo all’aperto di Monte Zebio (è un’area molto vasta), vi consiglio, se non l’avete provato all’andata, di scendere verso il Bivacco dell’Angelo e prendere il sentiero che scende lungo la Puntara del Lom. Si tratta di un sentiero molto ripido specialmente nella parte finale che ricongiunge alla strada che proviene dalla Croce di S. Antonio.

Una volta tornati sulla strada bianca, da uno dei tre itinerari possibili (ricapitolando o per la Mina di Scalambron, o per la Puntara del Lom o per la strada bianca che discende da Malga Zebio) tornerete facilmente al punto di partenza in Val Giardini.

Sulla base dell’itinerario che sceglierete, l’escursione può arrivare fino a 14 km e presentare un dislivello massimo di 700 m. Il tempo necessario per percorrerla in tranquillità è quindi di quattro-cinque ore a seconda dell’andatura e del percorso scelto per salire e scendere.

Fotografie © Anna Roscini | Riproduzione vietata

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