Escursione al lago di Antermoia dal rifugio Gardeccia
Il punto di partenza dell'escursione al lago di Antermoia è il rifugio Gardeccia che raggiungiamo con il servizio navetta da Pera di Fassa.
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Escursione al lago di Antermoia dal rifugio Gardeccia

Può esistere un’escursione sulle Dolomiti più romantica di quella al lago di Antermoia? Il lago di Antermoia è un lago di origine glaciale, nel Massiccio del Catinaccio in Val di Fassa. Visto dall’alto, ricorda la forma di un cuore. Questo lago si può raggiungere con diverse escursioni, dall’Alpe di Siusi e dalla Val di Fassa. Noi abbiamo scelto di lasciare l’automobile nel parcheggio della seggiovia di Pera di Fassa e, tramite il servizio di navetta a pagamento*, abbiamo raggiunto il rifugio Gardeccia, punto di partenza dell’escursione al lago di Antermoia. Cominciamo!

Sotto le torri del Vajolet fino a Passo Principe e al Passo di Antermoia: la prima parte dell’escursione

Dal rifugio Gardeccia (1.949 m) ci incamminiamo lungo il sentiero 546 in direzione del rifugio Vajolet (2.245 m) che raggiungeremo in circa un’ora di cammino. In lontananza possiamo notare il rifugio Paul Preuss (2.243 m) che incontreremo poco prima del rifugio Vajolet. Ci troviamo proprio sotto le famose Torri del Vajolet. Una volta raggiunto il rifugio Vajolet ignorate il sentiero 542 che sale al rifugio Re Alberto e proseguite verso nord per il sentiero 584 fino al rifugio Passo Principe (2.599 m). Una volta raggiunto il rifugio Passo Principe, saliamo a destra, in direzione sud-est, sotto le pareti del Catinaccio d’Antermoia. Raggiungiamo il Passo di Antermoia (2.770 m) e scendiamo verso il vallone d’Antermoia. È triste pensare che una volta qui sorgeva un grande ghiacciaio. Raggiungiamo finalmente il bellissimo lago di Antermoia, un piccolo gioiello protetto dalla Croda del Lago e dal Catinaccio. Continuiamo sul sentiero 584 fino al rifugio Antermoia (2.497 m).

Dal Pas de Dona sulla via del ritorno: la seconda parte dell’escursione

Lasciato il rifugio, prendiamo il sentiero 580 e superiamo il Pas de Dona (Mantello). A questo punto abbiamo tre possibilità per il ritorno:

  • proseguire sul sentiero 578 verso la Val Duron e svoltare poi nel sentiero 532 verso il Rifugio Micheluzzi (1.860 m) e Campitello di Fassa. Da Campitello si prende il bus per tornare a Pera di Fassa.
  • Proseguire sul sentiero 580 verso la Val De Udal fino a Mazzin. Da Mazzin si prende il bus per tornare a Pera di Fassa.
  • Proseguire per un breve tratto sul sentiero 580 e poi sul sentiero 577 verso la Val de Dona e il rifugio Dona (2.100 m). Il sentiero ci porterà tra Ciampestrin e Fontanazzo, da dove prenderemo il bus per tornare a Pera di Fassa.

Noi siamo scesi per il sentiero 580 fino a Mazzin: in questo modo l’escursione è lunga 18 km con un dislivello di circa 1000 m.

*Laddove il servizio navetta fosse soppresso, il rifugio Gardeccia è raggiungibile anche da Vigo di Fassa prendendo la cabinovia e poi proseguendo a piedi per 45 minuti.

La leggenda del lago di Antermoia

Il lago di Antermoia, tra le sue acque chiare, nasconde una triste storia. Avete mai sentito parlare della leggenda del lago di Antermoia? C’era una volta Oswald von Wolkenstein, un giovane innamorato della musica sul qual incombeva un incantesimo: ogni volta che provava a suonare uno strumento musicale, questo si rompeva tra le sue mani.  Per questo motivo venne soprannominato Mani di ferro. Solo un immenso dispiacere avrebbe potuto rompere il sortilegio.

Un giorno Oswald incontrò un’affascinante saliga, una delle dolci creature che popolavano il bosco. Nacque una bellissima storia d’amore, ma la ragazza aveva posto una condizione: Oswald non avrebbe mai dovuto conoscere il suo nome, né tanto meno pronunciarlo.

Sul calare della sera, mentre Oswald camminava nel bosco, vide dei Cristannes seduti intorno al fuoco. Sapeva che questi conoscevano ogni segreto e, spinto dalla curiosità, rimase ad ascoltarli nascosto dietro gli alberi. Fu allora che scoprì il nome della sua amata: Antermoia.

Quando rivide la ragazza, Oswald non riuscì a trattenersi e pronunciò il suo nome. Come per magia, sotto i piedi di Antermoia sgorgò un rivolo d’acqua che l’avvolse fino a formare un lago.  In quel momento l’incantesimo si spezzò, così come la felicità di Oswald. Il giovane cominciò così a viaggiare e a suonare per il mondo, avvolto da una tristezza senza fine.

Fotografie © Anna Roscini | Riproduzione vietata

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