Animali selvatici: perché non bisogna avvicinarli e dare loro da mangiare
Siamo sicuri che gli animali selvatici abbiano bisogno dell'uomo? Ecco perché è importante non dare da mangiare agli animali selvatici!
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Animali selvatici: perché non bisogna avvicinarli e dare loro da mangiare

Selvatico, si dice di pianta o animale che nasce e cresce liberamente, senza l’intervento dell’uomo.

Eppure molti di noi, quando incontrano degli animali selvatici, mossi probabilmente dalla curiosità e dalla tenerezza, cercano di avvicinarli e di dare loro da mangiare. Siamo proprio sicuri che gli animali selvatici abbiano bisogno dell’uomo? La risposta è: no!

Nel cerchio della vita, l’abbiamo imparato da piccoli guardando Il re leone, tutti gli esseri viventi sono connessi l’un l’altro, formando un delicato ed importante equilibrio. Fin da bambini, abbiamo capito che non bisogna interferire con le regole della natura. Ricordate la lezione di Mufasa sul ciclo della vita quando spiega a Simba che deve avere rispetto di tutte le creature? Quel discorso è un bel punto di partenza per capire che ogni cosa ha un suo posto.

Per questo motivo, quando vediamo un animale selvatico, dobbiamo accontentarci di guardarlo da lontano. Ognuno nel suo posto, anche se vorremmo avvicinarci per vederlo più da vicino.

Solo nel caso in cui l’animale sia visibilmente in difficoltà e necessiti di aiuto, è indispensabile chiamare prontamente il Centro di Recupero per Animali Selvatici più vicino.

Andiamo ora a vedere perché non bisogna avvicinare gli animali selvatici, né cercare di dare loro da mangiare.

Gli animali selvatici non devono perdere l’abitudine di procurarsi il cibo in autonomia

Abituare gli animali selvatici alla nostra presenza, li rende vulnerabili. In primo luogo, potrebbero iniziare a dipendere dall’uomo per il cibo, con il rischio che non siano più capaci di procurarselo da solo.

Solo in situazioni particolarmente critiche, come nel caso di improvvisi abbassamenti della temperatura e grandi nevicate in zone particolari, gli animali potrebbero avere bisogno di un piccolo aiuto. Anche in questi casi, ci sono figure professionali con precise competenze che sanno bene cosa, quanto, dove e come dare da mangiare agli animali selvatici. É fondamentale che gli animali non colleghino mai la disponibilità di cibo alla presenza dell’uomo.
Non bisogna poi trascurare un dettaglio importante: la maggior parte di noi non conosce la dieta degli animali selvatici. Pensando di fare del bene, potremmo finire col fare loro del male.

Gli animali selvatici non si devono abituare alla presenza dell’uomo

Se gli animali selvatici iniziassero ad abituarsi alla presenza dell’uomo, potrebbero finire in situazioni molto pericolose. Pensiamo all’istinto di scappare di fronte all’uomo o di non avvicinarsi ai centri abitati. Per la loro sopravvivenza, è fondamentale che rimangano diffidenti e timorosi. Strade, ponti, trappole: le città non sono ambienti fatti per gli animali selvatici.

Ricordatevi anche di non toccare gli animali selvatici. Non sapete quali possono essere le loro reazioni e le conseguenze delle vostre azioni. Se imprimete il vostro odore per esempio sui cuccioli di capriolo, la madre non li riconoscerebbe e li abbandonerebbe. Ecco che una carezza diventerebbe una condanna a morte.

Anche le mucche al pascolo possono diventare molto protettive nei confronti dei vitellini se vi avvicinate: se le incontrate nel sentiero, il consiglio è di camminare piano e silenziosamente cercando di stare lontani dai piccoli.

Zoonosi: attenzione alle malattie trasmissibili da animale a uomo e viceversa

Stiamo vivendo in prima persona le conseguenze devastanti di una zoonosi. Cosa succede quando l’animale selvatico entra in contatto con altri animali (magari quelli domestici) o con l’uomo? Non solo coronavirus, sono molte le malattie che possono trasmettersi dall’animale all’uomo. Pensiamo anche alla rabbia, alla scabbia e alla tigna. D’altro canto, quanto siamo pericolosi noi per gli animali? Non dobbiamo dimenticare che anche loro non hanno gli anticorpi per proteggersi dalle nostre malattie. Meglio non correre il rischio e mantenere le distanze, che dite?

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