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Il Drago Vaia di Lavarone: come raggiungere il drago in legno più grande d’Europa

Dalle ceneri, rinasce la fenice. Così dagli alberi abbattuti dalla tempesta, nasce un drago alato sull’Alpe Cimbra. Il drago Vaia di Lavarone è il drago in legno più grande d’Europa e ci osserva per ricordarci l’importanza di rispettare la natura.

L’imponente scultura, opera di Marco Martalar, nasce per valorizzare il legno dell’Avez del Prinzep, l’abete bianco più alto d’Europa spezzato nel novembre 2017 dal forte vento, e per dare nuova vita agli alberi colpiti dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018.

Alto sei metri e lungo sette, composto da 2000 pezzi di radici e scarti d’albero e 3000 viti in più di un mese di lavoro: sono questi i numeri del drago alato più maestoso d’Europa.

Dove si trova il drago di Lavarone? Andiamo a scoprire la nuova opera d’arte di Marco Martalar insieme!

Come raggiungere il drago Vaia di Lavarone

Il drago Vaia sembra sia uscito da un libro fantasy, ma si trova in realtà nella frazione di Magré, a Lavarone sull’Alpe Cimbra. La spettacolare creatura alata si erge sulla cima del Tablat, toponimo che indica gli ampi pascoli sopra Magré.

In loco non sono presenti parcheggi e non è consigliabile salire a Magré in auto date le stradine molto strette, specie in inverno. Potete quindi lasciare l’auto in uno dei parcheggi consigliati nelle vicinanze, rispettivamente nelle frazioni di Cappella, Gionghi e Bertoldi.

Sulla base di dove parcheggerete l’auto avrete tre alternative per raggiungere il drago Vaia:

  • dalla frazione di Gionghi: si segue il sentiero sterrato per la Tana Incantata e le indicazioni per Lavarone Green Land. Raggiungerete il drago in circa 45 minuti di cammino.
  • Dalla frazione Bertoldi si cammina fino a Slaghenaufi e si seguono poi le indicazioni per la Tana Incantata. Impiegherete circa 60 minuti a raggiungere il drago.
  • Dalla frazione Bertoldi è possibile salire anche con la seggiovia Tablat e poi arrivare a destinazione con una breve passeggiata di circa 20 minuti.

Attenzione a non lasciare l’auto lungo gli spiazzi della SS349 perché se ha nevicato deve passare lo spartineve.

Che cosa ci insegna il drago alato di Marco Martalar

La tecnica usata da Marco Martalar prevede una struttura interna, una sorta di scheletro in legno, sulla quale viene fissato il materiale di recupero di Vaia.

Un drago potente, ma che non è immortale. Il legno utilizzato non è stato trattato e la creatura quindi muterà “pelle” sotto le intemperie e con il passare delle stagioni. Il drago di Magré diventerà un giorno la terra, dalla quale nasceranno nuovi alberi. Forse la magia di questa grande opera d’arte sta tutta lì: nel farci comprendere che, senza natura, non siamo niente.

Il drago Vaia fa parte di Lavarone Green Land. Si tratta di un progetto del Comune di Lavarone per la valorizzazione di alcuni percorsi tematici, tra cui il Sentiero Il Respiro degli alberi. Lavarone Green Land vuole trasmettere, attraverso installazioni ed opere di questo tipo, l’attenzione e il rispetto per la natura.

Se vi è piaciuta questa scultura vi consiglio di visitare SelvArt, il parco ideato proprio da Marco Martalar a Mezzaselva di Roana!

Fotografie e testi © Anna Roscini | Riproduzione vietata

4 Commenti
  • Alessandra Randi
    Posted at 08:32h, 10 Dicembre Rispondi

    Non vedo l’ora di andare!! Grazie 😊

    • Anna Roscini
      Posted at 09:56h, 10 Dicembre Rispondi

      Alessandra te lo consiglio è meraviglioso!

  • Daniela Tonegatti
    Posted at 20:13h, 14 Gennaio Rispondi

    È una scultura bellissima, merita di andare a vederla. Bravissimo Marco anche il leone è moltissimo bello… Bravo

    • Anna Roscini
      Posted at 09:24h, 15 Gennaio Rispondi

      Concordo, le sculture di Marco sono tutte incredibili.

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